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Prosperity Bamboo, una nuova realtà rivolta alla coltivazione e all’utilizzo industriale del bambù, nata dalla intuizione e dall’impegno di Davide Vitali, nei giorni scorsi ha riunito per la prima volta il board e i collaboratori al Labirinto della Masone, Fontanellato (Pr), luogo emblematico che racchiude in sé materia e simbolismo, dato che si tratta di un bambuseto tracciato come un labirinto.

Il senso dell’incontro è stato dato proprio dal fondatore di Prosperity Bamboo: “Il nostro essere qui oggi – ha tenuto a sottolineare Vitali – è che crediamo in un progetto che, oltre ad essere industrialmente valido, porta in sé i germi di un futuro, davvero prossimo, che guarda non solo all’innovazione, ma anche ai suoi molteplici modi espressivi, e alla sostenibilità in generale. In senso più stretto, tutto quello che ci impegniamo a realizzare ha come obiettivo la prosperità, che non significa solo ricchezza economica, bensì tutto quell’insieme di azioni e situazioni che possono apportare benessere, non solo per il singolo individuo, ma anche, e soprattutto, per intere comunità e territori.

La scaletta della mattinata è stata densa di interventi di professionisti ed esperti di differenti ambiti e provenienze, che si sono alternati in presenza o attraverso contributi video. Dopo l’introduzione di Davide Vitali sul perché esiste Prosperity Bamboo e le sue finalità, è stata la volta di Valentina Gherardi, che guida il team della comunicazione, che ha spiegato l’identità di questa nuova realtà.

Per la parte tecnica, specificatamente dedicata alla coltivazione e alla crescita del bambù gigante, si è espresso Massimo Somaschini, agronomo e studioso di indubbia fama, mentre per il lato più rivolto al business, è intervenuto Raffaele Ferraris, consulente del progetto, che ha illustrato le caratteristiche delle filiere industriali. Martina Viola Ferrario, avvocato specializzato in sostenibilità, ha approfondito poi, il tema nella moda e nel tessile e Raffaella Grassi, co-fondatrice e Senior Managing Partner di Origami Engineering, si è soffermata sull’approccio agli investitori e alla ricerca.


Sono intervenuti poi Gianni Spagnoli, ingegnere di materiali e responsabile Engineering di Elettroplast, per parlare di trasformazione della pasta di bambù in plastica e Sara Casalini, ingegnere chimico e biochimico e ricercatrice presso l’Università di Bologna, che ha affrontato la questione delle nanofibre vegetali.

Da remoto, con un contributo video, sono intervenuti Claudia Daza Montaño, consulente in bioeconomia, che ha trattato il tema della estrazione della bioenergia da bambù; Mauricio Cardenas Laverde, architetto e fondatore del Conscious Design, che ha mostrato esempi di costruzioni e strutture realizzate con il bambù; Luisa Molari, professoressa associata presso l’Università di Bologna che, grazie ad un contributo indipendente, ha spiegato l’impiego del bambù nell’edilizia strutturale.

Novembre 2021.

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